Valerio Giacomelli

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Odio fare call la mattina

Le prime ore sono per chiarezza e creazione: niente call, palestra a digiuno, sonno senza compromessi. E perché la mattina inizia la sera prima.

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Odio fare call la mattina.

Non perché non mi faccia piacere parlare con le persone, ma perché la mattina per me ha un altro obiettivo.

È il momento in cui la testa è più libera, lucida e creativa: è un time frame da proteggere.

Le prime ore della giornata sono quelle in cui produco meglio.
Penso con più chiarezza, ho ispirazione, vedo le priorità, prendo decisioni senza rumore di fondo… sono le ore in cui costruisco davvero il mio lavoro, non lo inseguo.

È per questo che le call le lascio al pomeriggio… però alloco al massimo due ore, non di più.

Il resto del pomeriggio è per le cose leggere: email, organizzazione, risposte brevi, micro attività e pianificazione del giorno successivo.
Tutto ciò che non merita la mia energia migliore.

Ma la verità è che queste mattine così non nascono da sole: iniziano la sera prima.

Vado a letto presto, quasi sempre entro le 22:00.
Dormo almeno otto ore, senza compromessi, e la mattina mi sveglio naturalmente, senza sveglia, tra le 5:30 e le 6:00, quando la casa è ancora completamente silenziosa.

Mi idrato bene, leggo qualche pagina per risvegliare la mente, preparo un caffè americano lungo e poi vado sistematicamente in palestra, a stomaco vuoto.
Non per motivazione, ma per pura e semplice disciplina.

Ogni mattina metto sempre me stesso davanti a tutto.

Niente scuse, niente «oggi salto», niente trattative con me stesso: è non negoziabile.

Lo faccio perché so che se mi posiziono bene nelle prime ore, la giornata prende forma da sola. E perché voglio essere presente, creativo, efficace, pieno di energia… per il mio lavoro, per i progetti che costruisco, per le persone con cui collaboro.

La mattina è il mio investimento più grande, che produce i migliori risultati nel lungo periodo, e non ha per me senso barattarlo per attività meno impattanti.


P.S. Foto a Sotogrande con vista su Gibilterra.

Tavolo in legno con tazzina da caffè, dehors sul mare e vista lontana sulla Rocca di Gibilterra.