· Pensieri
Sicurezza fuori dall’impresa
Dopo anni senza questa lucidità: perché un’azienda che va bene resta comunque a rischio, e come ho scelto di costruire entrate e asset al di fuori del business — senza confondere cassa societaria e strategia personale.
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Per anni ho fatto impresa senza avere questa lucidità.
E non sono nato imparato, tutt’altro: ci ho messo qualche anno a capirlo! 😊
Un soggetto a rischio
Un’azienda può andare benissimo, ma resta sempre un soggetto a rischio.
La storia è piena di imprenditori che hanno costruito imperi multimilionari e poi li hanno visti sbriciolarsi in poco tempo, rimanendo con nulla in mano.
Non per forza per incompetenza: un business è esposto a dinamiche che spesso non controlli — mercato, clienti, fornitori, timing, shock esterni.
E chi ha alzato lo stile di vita personale contando solo su quelle entrate… com’è finita quando le entrate si sono fermate?
La maschera dell’ossigeno
Ma torniamo a me.
Dopo qualche anno di attività, circa dieci anni fa, mi sono posto come obiettivo prioritario di mettermi in sicurezza.
Un po’ come sull’aereo 😅: prima di aiutare gli altri, devi metterti tu la maschera dell’ossigeno e il salvagente.
Quindi ho iniziato a ragionare: la mia priorità principale era crescere in modo controllato, guadagnare in modo sostenibile, senza spolpare l’azienda per alzare il mio stile di vita, e trasformare piano piano entrate e risparmi accumulati in asset reali, con visione di investimento sul lungo periodo.
Questo finché il cash flow passivo o semi-passivo non avesse coperto almeno le mie spese correnti.
Frugalità e mattoni
Ogni volta che entravano soldi nelle mie tasche, non li tenevo fermi «per sicurezza» e non li spendevo per impressionare qualcuno o in cose futili: non facevo un upgrade di stile di vita.
Facevo l’opposto.
Continuavo a vivere in modo frugale (eccezione: non risparmiavo sulla qualità del cibo 😜), accumulavo con un obiettivo chiaro e mi privavo della liquidità appena era possibile, trasformandola in mattoni — beni immobiliari che lavorassero al posto mio.
In sostanza, a regime: stile di vita sotto le entrate passive, entrate attive tutte reinvestite — anche oggi.
Personale, non aziendale
È importante dirlo: questa è stata una strategia personale, non aziendale.
Non c’entra con la cassa della società né con le scelte operative della mia azienda.
Ma è ovvio che un CEO che ha basi solide fuori dall’azienda ragiona con più lucidità anche nelle scelte del business.
La liquidità ferma ti tranquillizza (però l’inflazione ci mangia sopra), ma non ti protegge davvero. Il cash flow dai giusti asset sì.
Postura
Quando inizi ad averlo fuori dal business operativo, cambi postura.
Puoi essere selettivo, non lavori in emergenza, non insegui il mese corrente — e soprattutto non scarichi ansia sull’azienda.
E lavori di più per il bene degli altri e per sentirti utile.
Guardandomi indietro, oggi lo vedo così: fare impresa mi ha dato la spinta; costruire cash flow mi ha tolto il rischio personale e mi permette oggi di prendere rischi maggiori senza compromettere il mio tenore di vita.
Ora vi chiedo: quanto della vostra serenità dipende dal business o da quello che avete costruito fuori?