Valerio Giacomelli

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La robotica non è solo umanoidi: AI su ruote, eliche e braccia

Auto autonome, droni, magazzini e macchine industriali: i robot stanno già entrando nelle nostre vite, senza la forma che Hollywood ci ha insegnato ad aspettarci.

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Quando si parla di robotica, molte persone immaginano subito robot umanoidi che camminano, parlano e svolgono attività come un essere umano.

Secondo me è una visione piuttosto limitata di quello che sta realmente accadendo.

Non solo la forma umana

La vera rivoluzione della robotica non saranno necessariamente i robot umanoidi.

Saranno le macchine che già conosciamo, ma rese autonome dall'AI.

In fondo un'auto a guida autonoma è già un robot.

Tesla, Waymo e molte aziende cinesi stanno investendo miliardi proprio in questa direzione, e probabilmente le auto saranno una delle più grandi applicazioni commerciali dell'intelligenza artificiale nel mondo fisico.

Sono sostanzialmente robot su quattro ruote.

Droni, oltre il rumore mediatico

Lo stesso vale per i droni.

Oggi, a parte gli utilizzi amatoriali, li associamo principalmente agli scenari militari, perché è lì che stanno facendo più rumore mediatico.

Nel giro di pochi anni li vedremo sempre di più in agricoltura, logistica, delivery, ispezioni industriali, sicurezza, monitoraggio delle infrastrutture e probabilmente anche nel trasporto di persone.

Meno spettacolo. Più utilità ripetibile.

I robot che nessuno chiama robot

E poi ci sono tutti quei robot che nessuno chiama robot: macchine industriali, magazzini automatizzati, sistemi logistici, mezzi autonomi, attrezzature agricole intelligenti.

La realtà è che i robot stanno già entrando nelle nostre vite. Semplicemente non hanno la forma che Hollywood ci ha insegnato ad aspettarci.

Probabilmente vedremo anche robot umanoidi, ma saranno solo una parte dell'equazione.

AI digitale + macchine fisiche

La trasformazione più grande sarà l'unione tra AI, software, agenti digitali e macchine fisiche capaci di agire nel mondo reale.

Negli ultimi anni abbiamo visto l'AI imparare a ragionare, scrivere, programmare e comunicare.

Il prossimo passo è darle braccia, ruote, eliche e sensori. Ed è lì che la rivoluzione diventerà visibile a tutti.

Non perché un umanoide saluti in un keynote. Perché un mezzo, un drone o una linea di produzione faranno da soli ciò che oggi richiede ancora troppa supervisione umana.

In chiusura

Se ti chiedi dove arriverà prima la robotica, non guardare solo le gambe articolate.

Guarda le macchine che già usiamo ogni giorno, e chiediti cosa succede quando diventano autonome.

Il salto non è solo morfologico. È di autonomia: software che decide, hardware che esegue, nel mondo fisico.