Valerio Giacomelli

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Milano, accessibilità e conoscenza che circola (o no)

Influenti meno accessibili, tempo protetto, e la differenza che sento tra certi ecosistemi all'estero e Milano: conoscenza come risorsa scarsa o come qualcosa che deve circolare.

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Una delle cose che continuo a notare in Italia, e soprattutto a Milano, è che alcune persone influenti o con determinate credenziali tendono ad essere molto meno accessibili.

Premessa importante: capisco perfettamente il valore del tempo, e anche io seleziono con attenzione come lo spendo e con chi lo spendo.

Ma il punto non è questo.

Cosa percepisco all'estero

Il punto è che in molti ecosistemi che ho frequentato all'estero percepisco una maggiore disponibilità allo scambio di idee, informazioni, contatti ed esperienze, soprattutto tra persone che si trovano in fasi diverse del proprio percorso professionale o imprenditoriale.

A Milano questa sensazione l'ho avuta spesso. Forse perché l'ho vissuta per tanti anni e ho avuto modo di osservare sia la fase in cui cercavo io di imparare da chi era più avanti, sia quella attuale.

Viaggiando molto e trascorrendo diversi mesi all'anno in posti come Dubai, NYC, Marbella, Barcellona, Cape Town, Londra e in varie città europee, noto spesso un approccio differente.

Meno gerarchie implicite e distanza. Più disponibilità a fare una chiacchierata, un'introduzione o semplicemente a condividere un'esperienza.

Non è un giudizio binario

Non sto dicendo che all'estero siano tutti altruisti e in Italia tutti chiusi.

Ma ho la sensazione che da noi esista ancora una certa tendenza a proteggere informazioni, contatti e conoscenza come se fossero risorse scarse.

Eppure, guardando la mia esperienza personale, gran parte delle opportunità più importanti sono nate proprio da persone che hanno condiviso qualcosa con me quando non avevano alcun obbligo di farlo.

Un consiglio. Un'introduzione. Un "parla con questa persona". Piccole cose che, accumulate, cambiano traiettorie.

Ecosistemi forti e flusso dall'alto

Forse una delle caratteristiche degli ecosistemi più forti è proprio la capacità di fare circolare conoscenza dall'alto verso il basso.

Non come carità. Come investimento nel tessuto in cui operi: più persone capaci intorno a te, più opportunità condivise, più densità di qualità.

Proteggere tutto può sembrare intelligente nel breve. Nel lungo, impoverisce la rete di cui fai parte.

Domanda aperta

Voi come la vedete?

È solo una mia percezione, o avete notato la stessa cosa?