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C’è ancora tantissimo lavoro da fare prima dell’AI
Visita a una PMI manifatturiera in provincia di Milano: know-how nelle teste, software di 25 anni, LOCRAI e perché l’adozione viaggia più lenta della tecnologia.
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La scorsa settimana sono andato a trovare un’azienda in provincia di Milano che produce componenti per l’elettronica: la classica PMI con il capannone.
Abbiamo avviato con loro una consulenza per rimodernare alcuni processi e applicativi costruiti nel corso degli anni, tra database Access e software web ormai decisamente datati.
Alcuni risalgono addirittura a circa 25 anni fa.
Il know-how nel capannone
Ma la cosa che mi ha colpito di più durante la visita non è stata la parte software… bensì quanto know-how esiste dentro un’azienda manifatturiera di questo tipo.
Macchinari sviluppati internamente, processi affinati in decenni di esperienza, competenze molto verticali e una quantità enorme di conoscenza accumulata nel tempo. Mi appassiona vedere persone così intraprendenti e geniali.
Il problema?
Una parte importante di questa conoscenza è ancora nella testa dei fondatori e di poche persone chiave.
Non esistono processi completamente mappati e nemmeno procedure strutturate per alcune attività fondamentali, dalla gestione degli ordini alle spedizioni.
Semplicemente, alcune persone sanno come si fa. E se domani una di queste persone mancasse, in alcuni casi l’azienda rallenterebbe parecchio.
In altri, rischierebbe quasi di fermarsi.
E credo che questa situazione sia molto più comune nelle PMI italiane di quanto immaginiamo.
“Queste cose per noi sono futuristiche”
Durante l’incontro abbiamo raccontato anche alcune cose che oggi, per chi lavora tutti i giorni nel digitale, sono abbastanza normali.
Ad esempio abbiamo un prodotto come LOCRAI, per digitalizzare ordini e DDT, leggere i documenti, anche cartacei in ingresso, estrarne i dati e portarli direttamente nei sistemi aziendali, senza che qualcuno debba aprire il documento e ridigitare manualmente ogni singola informazione.
Oppure far comunicare applicativi diversi, automatizzare passaggi ripetitivi e rendere disponibili informazioni che oggi sono sparse tra software, documenti e persone.
A un certo punto ci hanno detto:
Queste cose per noi sono futuristiche.
E questa frase mi è rimasta impressa.
Prima dell’AI
Si parla spesso di AI, agenti, automazione e di lavori che potrebbero essere sostituiti nei prossimi anni. Ma quando entri davvero nelle aziende ti rendi conto anche di un’altra cosa: c’è ancora una quantità enorme di lavoro da fare prima ancora di arrivare all’AI.
Digitalizzare, mappare i processi, trasferire il know-how dalle persone ai sistemi.
Modernizzare software costruiti 20 o 25 anni fa.
Eliminare attività manuali che un software potrebbe già svolgere oggi.
Integrare applicativi che non comunicano tra loro. E poi, successivamente, capire dove l’AI può realmente creare valore.
Ed è anche per questo che quando sento dire che tra pochi anni l’AI avrà automatizzato tutto, qualche dubbio mi viene.
La tecnologia corre velocissima. L’adozione nelle aziende viaggia a una velocità completamente diversa.
La vera opportunità è riuscire a sedersi al tavolo con queste persone, ascoltarle e trasformare decenni di conoscenza aziendale in processi, dati e software.
