· Pensieri
Competere o sparire: l’Europa e le tecnologie inventate dagli altri
Dopo aver letto Draghi: senza riforme strutturali, mercato unico dei capitali e meno frammentazione, l’Europa rischia di regolamentare ciò che inventano Stati Uniti e Cina.
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L’Europa rischia di diventare il continente che regolamenta le tecnologie inventate dagli altri.
E questo è uno dei nostri problemi più grandi.
Ho appena finito di leggere Competere o sparire di Mario Draghi, dopo Venti storie dietro ai numeri.
Ormai leggo mediamente due libri al mese, oltre a diversi approfondimenti tecnici. In questo periodo, ad esempio, sto leggendo Agentic AI Engineering e Agentic Artificial Intelligence in lingua originale.
Ma torniamo a Draghi.
Condivido la sua visione
Senza riforme strutturali profonde, l’Europa rischia di perdere definitivamente competitività.
Soprattutto nel digitale e nell’AI, dove Stati Uniti e Cina stanno ampliando il divario.
Abbiamo competenze, capitali, industria e ricerca. Ma continuiamo a comportarci come 27 mercati separati.
Scelte coraggiose
Servono scelte coraggiose.
Un’Europa federale, capace di superare frammentazioni e interessi nazionali.
Una difesa comune, con un esercito europeo e una filiera industriale autonoma.
Sovranità tecnologica, investendo in cloud, AI, semiconduttori e infrastrutture strategiche europee.
Indipendenza energetica, attraverso rinnovabili, nucleare e infrastrutture moderne.
Un mercato unico dei capitali, per finanziare le nostre imprese anziché continuare a dirottare enormi risorse verso i mercati oltreoceano.
Meno burocrazia e più innovazione. GDPR e AI Act nascono da esigenze legittime, ma hanno introdotto anche costi e complessità. Serve una regolamentazione più semplice e proporzionata, che non penalizzi chi vuole innovare.
E aggiungerei un vero mercato unico per startup e imprese innovative, capace di trasformare la nostra ricerca in aziende globali.
Il paradosso dei 27 mercati
Il paradosso? Abbiamo la dimensione economica di un continente, ma ragioniamo ancora come 27 piccoli mercati. E questo porta a una trattativa debole con i partner e i fornitori esterni.
Da imprenditore tecnologico, vedo questa frammentazione come uno dei maggiori ostacoli alla crescita.
Non dobbiamo chiuderci al mondo. Ma dobbiamo tornare a competere, investire, rischiare e soprattutto costruire.
Perché non possiamo pensare di mantenere un ruolo centrale nell’economia mondiale limitandoci a regolamentare quello che gli altri inventano.
Competere o sparire. E soprattutto il tempo a disposizione non è infinito.
