· Pensieri
Quando stai per vendere un’azienda che funziona
Dopo un exit non è la chiusura il punto più duro: è chiederti se ne costruirai un’altra. Bootstrap, errori, Syncrogest e Syncronika — e la brochure del 2014.
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Quando stai per vendere un’azienda che funziona, nessuno te lo dice, ma la sfida più grande non è chiudere la vendita. È quello che viene dopo.
Ti ritrovi a chiederti se riuscirai a crearne un’altra.
Se avrai ancora quell’energia, quella fame, quella visione che ti ha portato fino lì… e ti rendi conto che non è affatto scontato.
Creare un’azienda è un percorso lungo.
Non sono i primi tre mesi che fanno la differenza: sono gli anni.
Sono le mattine in cui non hai voglia ma continui lo stesso.
Le notti in cui non dormi, le domeniche a fixare bug che devono sparire entro il giorno dopo.
Le scelte difficili, che spesso non puoi raccontare a nessuno (a parte a Silvia 😅).
Molti pensano che basti l’idea giusta, ma la verità è che servono mille ingredienti: timing, coraggio, fortuna, disciplina, resilienza, persistenza, market fit, pazienza, umiltà, visione.
E la consapevolezza che il moonshot è rarissimo.
Nella maggior parte dei casi si sbaglia e spesso si fallisce, senza nemmeno fare rumore.
La fase di bootstrapping è quella che ti segna.
È lenta, faticosa, a volte solitaria.
Costruisci un prodotto, poi lo cambi, poi lo butti, poi lo rifai.
Ricevi feedback, li processi, migliori il prodotto, e riparte il loop.
E avanti così, finché qualcosa, magicamente, non si incastra.
E poi c’è un’altra verità scomoda: non tutti vogliono davvero scalare un’azienda. Io in primis.
Perché quando inizi a scalare, il gioco cambia: dalla tecnica si passa al marketing, dalla costruzione si passa alla gestione e alla finanza, dall’artigianalità al coordinamento.
Premetto che non mi ritengo affatto un imprenditore con la I maiuscola: piuttosto un piccolo artigiano digitale. Nel mio percorso ho creato due realtà digitali che, come modello di business, sono molto diverse tra loro.
Un gestionale SaaS verticale che ho venduto l’anno scorso, con la serenità di chi sa di aver dato tanto.
E Syncronika, la digital factory: la mia prima azienda, che porto avanti da più di quindici anni.
Non per l’ego, non per il titolo… ma per il team, per le persone che ci lavorano, che hanno creduto in me negli anni e che ringrazio.
Le sfide cambiano, la vita cambia, ma la voglia di creare e di scommettere, a me sembra non passare mai.
P.S. La foto qui sotto è di una brochure del 2014, prima ancora del re-brand e prima ancora che fatturassimo qualcosina. 😅
