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Dalla piramide al rombo: come l’IA ridisegna le aziende
Dopo un’intervista a Neil Patel: meno base operativa, più ruolo strategico e creativo. Il lavoro che resta è chi sa orchestrare strumenti e decisioni.
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Qualche giorno fa ho ascoltato un’intervista su YouTube di Neil Patel e c’è un concetto che mi è rimasto in testa più di tutti.
L’idea che la struttura delle aziende stia cambiando forma.
Per decenni abbiamo visto una struttura piramidale, con l’immagine classica del CEO in cima, i manager nel mezzo e una base enorme di persone che fanno il lavoro operativo effettivo, a volte più ripetitivo e amministrativo.
Un modello che abbiamo dato per scontato, quasi come una legge della natura.
Secondo Patel però questa forma non rappresenta più il mondo del lavoro di oggi. L’IA sta cambiando profondamente il modo in cui le aziende funzionano all’interno.
Non è un cambiamento teorico: è qualcosa che stiamo già vedendo accadere, e in modo piuttosto repentino.
Sempre meno ruoli ripetitivi, sempre meno persone dedicate a compiti che possono essere automatizzati, sempre più ruoli pensanti, più strategici, più creativi, di esperienza, più orientati a prendere decisioni invece che a fare task meccanici.
Aziende sostanzialmente più lean.
E così la piramide si sta trasformando in un rombo: restringendosi alla base, la parte centrale eventualmente si allarga, e la vera differenza non la fa più il numero di persone, ma la qualità delle competenze.

Mi affascina, perché significa che il valore non sta più nel fare tanto, ma nel fare bene e in modo ottimizzato: saper usare gli strumenti, saperli orchestrare, saper collegare i punti.
Significa che l’IA non cancella tutto il lavoro umano, ma cancella una certa idea di lavoro umano.
E lascia spazio a qualcosa di molto più interessante: persone che guidano, progettano, decidono, immaginano… coordinano agenti.
Quando guardo al futuro del lavoro attraverso questa lente, vedo sicuramente un momento di forte transizione. E inevitabilmente questo farà saltare molti ruoli, soprattutto tra le persone che pensano che questo cambiamento non le riguardi.
È un forte invito ad aggiornarsi, a imparare, ma soprattutto ad ascoltare i segnali e ad affinare le skills in ciò in cui l’IA non può probabilmente sostituirci, o quantomeno non subito.
Ad ogni modo sono curioso di vedere che forma prenderanno le aziende nei prossimi anni e come si modelleranno le professioni nel futuro.
What a time to be alive! 😅
Quel che vedo già oggi è che vale molto di più chi sa far funzionare gli strumenti a disposizione con la propria mente, rispetto a chi si ostina a fare il lavoro come si è sempre fatto.