Da bambino ti dicono “disordinato”, da adulto porti ancora quegli schemi. Perché molti pattern si possono interrompere — in impresa, sport e crescita: il lavoro vero è disinstallare i programmi sbagliati.
Non si può davvero separare vita e lavoro: senso, tensione, persone e corpo. Forse il punto non è se lavoriamo per vivere o il contrario, ma se la vita che costruiamo regge anche quando siamo al lavoro.
Perché essere troppo selettivi sulle richieste di contatto può essere limitante: persone in momenti diversi del percorso, e una storia (da reel) sul giudicare dal contesto invece che dal valore.
Mettersi al posto di chi paga, di chi lavora con te: aspettative, valore proporzionato e perché — senza confondere ore e impatto — la differenza la fa portare risultati reali.
Perché i testi che restano non parlano del mondo di oggi ma dell’essere umano — e perché *Think and Grow Rich* (1937) è tra quelli che avrei voluto leggere prima: mente prima, realtà poi.
Dopo anni senza questa lucidità: perché un’azienda che va bene resta comunque a rischio, e come ho scelto di costruire entrate e asset al di fuori del business — senza confondere cassa societaria e strategia personale.
Oltre l’estetica: sonno, alimentazione, recupero e movimento come leva per lucidità, equilibrio e qualità delle decisioni — a 45 anni, dopo oltre venticinque anni di allenamento.
Non mi ritengo un imprenditore con la I maiuscola — eppure due aziende le ho create. Tra motori, eBay e Flash: cosa resta quando ti chiedi se sei nato così o lo sei diventato.
Quasi dieci milioni di abitanti, PIL da primato europeo: la Lombardia come motore. Oltre pizza e mandolino — automotive, design, food, tech e la voglia di costruire.
Equilibrio e autonomia: prima la base che ti permette di scegliere, poi il resto. Sul paradosso di chi costruisce e non si ferma — non per costrizione, ma perché il gioco piace.
Tornando da Mauritius verso Cape Town, un film in volo mi ha fatto riflettere su potere, ego e famiglia: perché il vero pericolo per un brand non è sempre il mercato, ma ciò che accade in azienda.
Dopo un exit non è la chiusura il punto più duro: è chiederti se ne costruirai un’altra. Bootstrap, errori, Syncrogest e Syncronika — e la brochure del 2014.
Remote by design: fiducia, autonomia e team distribuito tra Cape Town, Milano, Bologna, Valencia e Londra — quando il lavoro a distanza è cultura, non solo stile.